Nota: il libro presenta segni di usura del tempo come pagine ingiallite etc.
In occasione di un suo viaggio in Serbia, dove si reca a trovare la moglie, Bruno Barilli riceve dalla Tribuna l'incarico per una serie di servizi sulla guerra balcanica; in seguito anche il Corriere della Sera e Il resto del Carlino gli commissionano analoghe corrispondenze che, nel 1946, confluiranno nel volume Il viaggiatore volante.
Barilli descrive minuziosamente la guerra nei Balcani del 1912 e quella austro-serba del 1914. Quanto mai attuale, l'autore ci narra paure, disagi, disperazioni, speranze e invocazioni di popoli reduci da battaglie.
Nel 1931, sempre come inviato di vari giornali, si reca prima a Parigi, Calais e Londra per poi spingersi verso il Nord Europa lasciandoci un'immagine puntuale, vivace e talvolta ironica della Danimarca e dei danesi - orgogliosi e nazionalisti -, della Svezia e degli svedesi - razza bella e più nobile di quella inglese -, della Lapponia - "se nella luna ci fossero dei viventi, sarebbero lapponi"- , della Norvegia e della Scandinavia.
Successivamente, nel 1935, Barilli compie un viaggio sul Danubio che lo porta a ripercorrere alcuni degli itinerari di venti anni prima, fino a toccare, con Costantinopoli,
l'Oriente.
Conclude l'opera un breve resoconto spagnolo, dove Barcellona gli ricorda Napoli, per il dolce clima e per i piaceri dell'esistenza.
Bruno Barilli (Fano 1880 - Roma 1952). Scrittore, compositore e critico musicale. Ha collaborato con molti quotidiani e periodici. Nel 1919 fonda con alcuni amici
- tra cui Emilio Cecchi, Antonio Baldini e Vincenzo Cardarelli - la rivista letteraria La Ronda. Autore di due opere musicali (Medusa, 1914, Emiral, 1915), ha scritto critiche musicali, cinematografiche, memorie e appunti di viaggio.
Tra le sue opere: Delirama (1924), Il paese del melodramma (1929), Parigi (1933), Il sole in trappola (1941), La lotteria clandestina (1948), Lo stivale (1952).
Pubblicato nel 1999
Pagine 209